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Ven - Luglio 11, 2003Gesù è nato davvero a Natale
Da tempo si va dicendo che il 25 dicembre per la
nascita di
Cristo
è una data falsa, e che fu decisa nel quarto secolo per ragioni
ideologiche, ovvero per sostituirsi alla festa romana del
"Natale Solis
Invicti". Possiamo invece dire che la data
corretta sia proprio quella.
In un articolo sul Corriere della Sera Vittorio Messori ha svelato ieri l'arcano, citando uno studio del professore israeliano Shemaryahu Talmon che è riuscito a verificare le date in cui Zaccaria, padre di Giovanni il Battista, era di servizio al tempio di Gerusalemme. Dato che sappiamo dal Vangelo che il concepimento di Giovanni avviene in quel periodo, e che precede di sei mesi l'annuncio a Maria, e considerati altri riferimenti incrociati, possiamo affermare con una certa sicurezza che Gesù nacque proprio il 25 dicembre. Leggendo l'articolo di Messori (di cui potete saltare a piè pari il preambolo anti-consumistico) sembra che il professor Talmon abbia fatto questa scoperta delle date di Zaccaria l'altroieri, ma in realtà va detto che il suo studio risale addirittura al 1958, anche se la sua portata è stata presa in seria considerazione solo recentemente. In particolare, la vera "disvelazione" di questa storia del 25 dicembre avvenne alla vigilia di Natale del 1998, quando sull'Osservatore Romano apparve l'articolo "24 giugno, 23 settembre, 25 dicembre: date storiche" del professor Tommaso Federici, che vi suggerisco di leggere completamente perché rispetto a quello di Messori dà un quadro più completo e documentato. Quello che viene fuori da tutto questo, però, è anche un'altra cosa: la conferma che, prendendo a prestito le parole di Federici, "il 23 settembre e il 24 giugno per l’annuncio e la nascita di Giovanni il Battista, e il 25 marzo e il 25 dicembre per l’annunciazione del Signore e per la sua nascita, non furono arbitrarie, e non provengono da ideologie di riporto. Le Chiese avevano conservato memorie ininterrotte, e quando decisero di renderle celebrazioni “liturgiche” non fecero che sanzionare un uso immemoriale della devozione popolare." In altre parole, il fatto che attraverso studi lunghi e accurati finiamo per confermare quello di cui la vecchina del paese è certa da sempre, dimostra per l'ennesima volta che il cristianesimo non è soltanto, o meglio, non è affatto costituito dalla devozione a delle scritture, per cui quello che non è scritto nella Bibbia non è ortodosso. La Chiesa è invece un popolo che ha tramandato per migliaia di anni, anche "solo" attraverso quel medium che si chiama tradizione, verità e credenze che il Papa non fa altro che riconoscere e avallare nel momento in cui rischiano di essere dimenticate o confuse. Vedi il caso dell'Immacolata Concezione, o di tutti quei dogmi che, tutt'altro che essere imposti dall'alto, erano verità conosciute da sempre ai fedeli e a cui mancava semplicemente la "carta da bollo". Luglio 11, 2003 1:43 Cultura
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