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Dom - Maggio 11, 2003Autorevoli giornali stranieri scritti da italiani non tanto autorevoli
Confesso di essere stato un po' ingenuo: avevo sempre
pensato che i giornali stranieri grandi e "autorevoli" come
l'Economist
scavassero a fondo, cercassero di capire almeno un po' le complesse questioni di
politica interna del nostro paese, e non si limitassero semplicemente a
pubblicare articoli scritti dai loro corrispondenti italiani, che guarda caso
sono leggermente di parte, quando non sono addirittura politicamente impegnati
nell'opposizione.
L'Economist invece esce con l'ennesimo articolo scritto in spaghetti-english contro Berlusconi e dice cose addirittura ridicole come che il Cavaliere non farebbe bene a un'Europa che deve ricostruire le sue relazioni con gli USA (non vedo un capo di stato più amico di Bush, a parte Blair). Ma la motivazione principale, scritta all'ultimo posto secondo i più classici dettami della retorica, è che il leader del prossimo paese alla guida dell'UE dovrebbe essere dotato di "quell'autorità morale che viene dal rispetto". Eccola la vera spia della provenienza di questi articoli: il richiamo moralistico. Ma dove sta scritto che un uomo eletto dalla maggioranza del suo paese per governarlo debba essere un campione di moralità? Che c'entra questo con il mandare avanti una nazione? (Che c'entra il fatto che un presidente americano nel tempo libero si diverta con una stagista, con la sua capacità di governo?) Ancor più ridicolo il fatto che sui giornali italiani si scriva che queste cose, scritte da un italiano, sono vere perché lo dice "la voce più autorevole dell'establishment britannico" (Bonanni su Repubblica del 9 maggio). Buttafuoco sul Foglio di ieri (pag.2) ha un articolo che fa letteralmente onore al suo nome riguardo a Severgnini e alla sua carriera anti-berlusconiana presso l'Economist. Esattamente due anni prima, il 7 maggio 2001, Dagospia a proposito della "prima volta" scriveva: "Dopo tutto, uno dei complici dell’”operazione” era stato quel Severgnini che poi è venuto a Londra a intervistare per il Corriere della Sera Bill Emmott [direttore dell'Economist. n.d.E.], per fargli ribadire l’opportunità di tante pagine dedicate alla demolizione dell’immagine di Berlusconi." Maggio 11, 2003 0:58 Cultura
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