Gio - Luglio 17, 2003

Sono contro gli Ogm o contro gli italiani?

A costo di risultare noiosi, continuiamo a parlare di OGM. Il numero di Tempi oggi in edicola offre una serie di articoli sull'argomento, e mette bene in luce l'assurdità dell'azione del governatore del Piemonte Ghigo, che ha ordinato la distruzione di campi di mais in cui sono state trovate percentuali di transgenico inferiori ai limiti decisi dall'UE (secondo le cui normative fino allo 0,9% non è nemmeno necessario parlarne sull'etichetta del prodotto).

Come leggiamo in un'interessantissima intervista al professor Francesco Salamini, uno dei massimi esperti in materia di OGM al mondo

Di fatto questi campi sono prima di tutto inquinati solo allo 0,1/ 0,3/0,5 %; secondo, tutte le analisi fatte anche con obiettivi fiscali per rivelare la presenza di transgenici si riferivano a dei metodi che rivelano la presenza di costrutti molecolari relativi a degli ibridi di mais che erano permessi per la coltivazione. Si tratta cioè di quattro ibridi di mais che in Italia erano stati accettati ed avevano passato tutti i test di rilascio ambientale, di valutazione per l’immissione nella rete commerciale, di utilizzazione direttamente per l’alimentazione; hanno passato tutti questi test, sono stati approvati dalla Ue e come tali potevano essere venduti.

Allora perché Ghigo, con il completo appoggio del ministro dell'agricoltura Alemanno li ha fatti distruggere?
E c'è di più: da settembre (settembre: dicasi tra due, d-u-e, mesi) anche l'Italia recepirà la normativa europea, che tra l'altro avrebbe dovuto già recepire.

Ma è l'inizio dell'intervista che colpisce di più, dove si dice che "quasi tutti i tecnici che si interessano di Ogm sono stati bruciati in quanto ritenuti fiancheggiatori delle multinazionali." È per questo che, come recita l'inizio dell'articolo, "non agli scienziati ma ai primi che passano al ministero dell’Agricoltura, nei campi o in una stazione dei Carabinieri, viene chiesto un “autorevole” parere sui terribili Ogm."

Ma leggete tutta l'intervista, e capirete il perché fosse impossibile che questo mais "contaminasse" i campi vicini; il perché la soglia di "Ogm zero" voluta dal ministero dell'agricoltura è assurda; e perché rivolgersi a paesi che praticano la stessa soglia come il Brasile o il Canada sia controproducente per la nostra agricoltura.

Torniamo alla domanda di prima, allora. Perché tutto questo?
In "Chi comanda al MIPAF? Ambrosio?", tra le altre cose apprendiamo che forse la ragione di questa politica di "Ogm zero" è rinvenibile al Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, dove "Pecoraro Scanio e Alemanno sono due facce di uno stesso programma. Quello che ha commissariato gli enti, abolito gli organismi elettivi e quelli tecnici, introdotto una gestione diretta attraverso commissari e una politica di decreti.

Tanto accanimento contro gli OGM, se non è solo ignoranza, ha forse anche questa spiegazione:

[...] creare un problema che non c’è, ma per il quale è stata realizzata una risposta che c’è e che si chiama “filiera della rintracciabilità”, ovvero l’esercito di “ghostbusters delle sementi” incaricati dal Mipaf di controllare i prodotti e fare in modo che non uno 0,1 di Ogm possa entrare nelle coltivazioni. [...] Il costo sostenuto dallo Stato attraverso il Mipaf per questa filiera? Qualcosa come 100 miliardi di vecchie lire.

Ma forse i vantaggi sono anche altrove, perché "lo sanno anche i sassi che nel Lazio la destra sociale e i Verdi, con la costellazione di associazioni che gravitano attorno a loro, hanno sancito un patto di collaborazione”. Di certo, agendo in questo modo, se non altro si dà una mano all'economia cinese: come apprendiamo, infatti, dalle parole del professor Francesco Sala,

il pomodoro San Marzano [...] sta scomparendo a causa di un virus. Nell’80 rappresentava il 35% della produzione campana, oggi è il 3%. Una piccola azienda biotech della regione Basilicata nel 1999 ha trovato il modo di proteggerlo con un elegante e intelligente intervento genetico, ma prima Pecoraro Scanio e poi Alemanno hanno proibito di utilizzare questa varietà transgenica. Così ora si mettono in scatola pomodori prodotti con sementi americane e quando non bastano si importa sugo di pomodoro dalla Cina. Mi guardo bene dal consumare prodotti dell’agricoltura biologica: non sono controllati, la loro qualità è garantita solo dall’autocertificazione di chi li vende. I vegetali coltivati senza interventi chimici sono aggrediti da batteri e funghi che rilasciano tossine.

Luglio 17, 2003 22:46   Cultura


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