Dom - Settembre 19, 2004

Le bugie degli ambientalisti, e un nuovo sito

Segnalo la prossima uscita (23 settembre) del libro "Le bugie degli ambientalisti", scritto da Riccardo Cascioli e Antonio Gaspari, che

svela le origini e gli obiettivi dei "profeti di sventura" e demolisce le basi scientifiche dei miti ambientalisti: deforestazione, riscaldamento globale, esplosione demografica, inquinamento atmosferico, esaurimento delle risorse, cibi ogm... Gli sos lanciati dalle organizzazioni ambientaliste profetizzano la fine prossima del pianeta. Una documentazione schiacciante, ricca di dati e casi concreti - e suffragata dalla prefazione di uno dei maggiori scienziati italiani, Tullio Regge - dimostra che il solo scopo di queste organizzazioni è raccogliere fondi per operazioni demagogiche, ideologiche e politiche che nulla hanno a che fare con la salvaguardia della Terra. 

Ne approfitto per segnalare anche un nuovo sito, già entrato a far parte dei miei link, a riguardo di questi ed altri temi analoghi. Si tratta di SVIPOP, il cui bizzarro nome è spiegato nel sottotitolo: magazine su ambiente, sviluppo e popolazione.

Cito dalla pagina che illustra le ragioni della sua nascita:

L’originalità di SVIPOP sta anche nel fatto che tratteremo insieme tre argomenti – popolazione, ambiente, sviluppo – che normalmente vengono considerati separatamente. Ma con le Conferenze dell’ONU iniziate nel 1992 con quella di Rio de Janeiro sull’ambiente, si è affermato per la prima volta un legame di causa-effetto che vede la presunta eccessiva popolazione all’origine della distruzione dell’ambiente e del sottosviluppo. Oggi ogni politica globale, piaccia o meno, si basa su questa concezione. Solo così si comprende come mai, ad esempio, i fondi dell’Unione Europea per gli aiuti allo sviluppo vanno in misura sempre crescente per promuovere l’aborto nel Terzo Mondo.

[...] siamo al culmine di una guerra contro l’uomo, una guerra lanciata nel secolo scorso e che oggi mostra sempre più apertamente il suo volto. Lo dimostra anche il Rapporto sullo Stato della Popolazione presentato ieri a 10 anni dalla Conferenza del Cairo su popolazione e sviluppo. L’unico interesse di questi potentati economici, politici e culturali che hanno in mano le agenzie dell’ONU, è quello di limitare la presenza dell’uomo sulla faccia della Terra. Anzi, solo la presenza degli uomini poveri o inadatti per qualsiasi motivo, così che gli altri – i ricchi, gli intelligenti, i privilegiati – possano vivere tranquillamente, senza seccature. Non a caso nel dossier che abbiamo preparato a 10 anni dalla Conferenza del Cairo, il nunzio apostolico presso l’ONU di Ginevra, Silvano Tomasi, parla di “barbarie culturale e giuridica” che si è affermata grazie a quella Conferenza. E il demografo Giancarlo Blangiardo parla di “incapacità” che queste agenzie hanno “di concepire l’uomo come risorsa” e non come causa di tutti i mali, o “cancro del pianeta”, come molti ambientalisti l’hanno definito.

Settembre 19, 2004 23:45   Cultura


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