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Lun - Febbraio 2, 2004Ambientalismo, religione per gli atei metropolitani
Su Green Watch
News n. 4/2004 (non ancora
on-line), leggiamo le recenti dichiarazioni di
Michael Crichton
(lo scrittore e autore, tra le altre cose, di
"Jurassic
Park" e
"ER"):
La più importante sfida per il genere umano? "Distinguere la realtà dalla fantasia, la verità dalla propaganda", secondo Crichton. [...] "L'ambientalismo appare la religione d'elezione per gli atei metropolitani." E, come religione, o, meglio, come cattiva religione, "ritiene che i fatti non siano necessari, perché i dogmi dell'ambientalismo sono tutti verità di fede." Ogni religione ha il proprio Eden: quale sarebbe quello dell'ambientalismo? "E' il tempo in cui la mortalità infantile era dell'80%, quando 4 bambini su 5 morivano di malattia prima dei 5 anni? Quando una donna su 6 moriva di parto e la vita media era di 40 anni?", si domanda Crichton. "La visione romantica della natura come un paradiso è propria solo di chi non ha esperienza della natura. Chi vive nella natura non è affatto romantico a questo riguardo. [...] Essi ancora uccidono animali e sradicano piante per mangiare, per vivere. Se non lo facessero, morirebbero." "Con tutti i passati insuccessi, uno penserebbe che le previsioni ambientaliste si facessero più caute. No, invece, se si tratta di una religione. [...] Come è proprio delle religioni, le credenze non sono modificabili dai fatti, perché non hanno niente a che vedere coi fatti." "Io posso citare alcuni fatti precisi. [...] Posso dirvi che il DDT non è cancerogeno, non fa morire gli uccelli e non avrebbe dovuto essere bandito. Posso dirvi che chi lo ha bandito sapeva che non era cancerogeno e lo ha bandito lo stesso. Posso dirvi che il bando del DDT ha causato la morte di 10 milioni di poveri, soprattutto bambini. [...] L'aver bandito il DDT è uno dei più disgraziati episodi nella storia dell'America del ventesimo secolo." Secondo Crichton "noi tutti dobbiamo liberarci dell'ambientalismo." L'unica via d'uscita è basarsi sulle evidenze scientifiche prima di decidere politiche che incideranno sul futuro delle persone. "Se noi permetteremo che la scienza venga politicizzata, allora avremo perso. Entreremo nella versione internet dei secoli bui, un'era di paure e di pregiudizi, trasmessi a persone ignare. Non è un buon futuro per il genere umano. [...] Quindi è tempo di abbandonare la religione dell'ambientalismo, e ritornare alla scienza dell'ambiente e basare su di essa le nostre politiche." (Rita Bettaglio) Nel discorso completo l'autore, pur manifestando una visione piuttosto ristretta della religione, parla diffusamente della falsità dell'ancora attuale mito del buon selvaggio, della pericolosità della natura (che invece ci immaginiamo nella versione edulcorata dalla TV), delle previsioni catastrofiche degli ecologisti mai realizzatesi, ma anche della necessità di un'ecologia scientifica e basata su fatti, anziché su idee. Il tutto era riportato sul sito di Crichton, ma come scrive lui stesso in questa pagina, è stato momentaneamente messo off-line, insieme ad altri discorsi sull'ambientalismo, fino all'uscita del suo prossimo libro, dedicato a questo argomento. Grazie ai potenti mezzi di internet è però ancora disponibile nella cache di Google, a questo indirizzo. Leggetelo, che ne vale la pena. Febbraio 2, 2004 10:47 Cultura
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