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Dom - Settembre 28, 2003Caso Kelly e orgoglio nazionale italiano
Ecco una bella lettera a
Tempi
di una signora italiana sposata con un inglese, residente in Inghilterra, e in
Italia per le vacanze:
Oltre alle bandiere della “pace” causa di irritazione per il mio britannico marito in quest’estate italiana sono i commenti di amici e conoscenti sul caso Kelly. Premetto che in Italia tutti i giornali o quasi hanno presentato una visione distorta o parziale dei fatti e soprattutto rivelato ignoranza dei documenti, dell’inchiesta Hutton e così via, quindi non è tanto una questione di parte quanto di atteggiamento e di forma mentis. Il cittadino italiano cresciuto nella mentalità dei “complotti” e dei misteri mai risolti di omicidi e stragi dà per scontato che tutto il mondo sia uguale e puoi dimostrargli matematicamente il contrario: niente, non ci vede e non ci sente. Dal che discende mancanza di fiducia nella propria classe dirigente e convinzione che i servizi segreti esistano ovunque solo per intorbidire le acque, ordire trame nere e organizzare golpe fascistoidi. Ecco quindi un’altra causa di irritazione: che non ci sia nessuna forma di patriottismo, di orgoglio nazionale e quindi, di fatto, di unità. L’idea che metà dell’Italia gioisca del fatto che il proprio Presidente del Consiglio sia svillaneggiato all’estero e si bei degli insulti e delle brutte figure del suo Paese lo rende scettico e perplesso rispetto a molto altro. Da dove partire se non c’è un punto fermo? Erica Scroppo Settembre 28, 2003 17:43 Cultura
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