Dom - Marzo 28, 2004

Per la libertà e dignità della scienza

Ho aggiunto tra i "Siti interessanti", quello dell'associazione Galileo 2001, per la libertà e dignità della scienza.

Per spiegare di che si tratta, mi limiterò a riportare più sotto l'inizio del manifesto dell'associazione. Leggendolo noterete che questo blog si è fatto più volte portatore di istanze analoghe, pur non condividendo tutte le loro fino all'ultima virgola (in questo blog, in particolare, non crediamo che coloro che producono un embrione, fossero anche i genitori biologici, abbiano "un primato nel determinarne il valore, e il destino" come scritto qui).

All'interno del sito trovano posto diverse sezioni, tra cui una raccolta di documenti, organizzata per argomento, nonché altri materiali utili, tra cui spiccano gli atti del convegno di Roma del 19 febbraio scorso sul principio di precauzione (di cui abbiamo parlato diverse volte, per esempio qui). Di gran parte degli interventi c'è solo l'abstract, anche se corposo, ma se volete un bel pezzo articolato e pure godibile, leggetevi l'intervento completo di Franco Battaglia, fondatore e vice presidente vicario di Galileo 2001, dal titolo "Pdp, precauzione o rischio?" (in pdf).

Ma ora vi lascio al manifesto.

Un fantasma si aggira da tempo nel Paese, un fantasma che sparge allarmi ed evoca catastrofi, terrorizza le persone, addita la scienza e la tecnologia astrattamente intese come nemiche dell'Uomo e della Natura e induce ad atteggiamenti antiscientifici facendo leva su ingiustificate paure che oscurano le vie della ragione.
Questo fantasma si chiama oscurantismo. Si manifesta in varie forme, tra cui le piú pericolose per contenuto regressivo ed irrazionale sono il fondamentalismo ambientalista e l'opposizione al progresso tecnico-scientifico. Ambedue influenzano l'opinione pubblica e la politica attraverso una comunicazione subdola: l'invocazione ingiustificata del principio di precauzione nell'applicare nuove conoscenze e tecnologie diviene una copertura per lanciare anatemi contro il progresso, profetizzare catastrofi, demonizzare la scienza.

Non si tratta, quindi, di una giustificabile preoccupazione per le ripercussioni indesiderate di uno sviluppo industriale ed economico non sempre controllato, ma di un vero e proprio attacco contro il progresso. L'arroganza e la demagogia che lo caratterizzano non solo umiliano la ricerca scientifica -attribuendole significati pericolosi ed imponendole vincoli aprioristici ed arbitrari- ma calpestano il patrimonio di conoscenze che le comunità scientifiche vanno accumulando e verificando senza pretese dogmatiche, con la consapevolezza di offrire ragionevoli certezze basate su dati statisticamente affidabili e sperimentalmente controllabili.

Il fatto che le conoscenze scientifiche, per la natura stessa del metodo di indagine e di verifica dei risultati, si accreditino con spazi di dubbio sempre ridicibili ma mai eliminabili costituisce l'antidoto principale -che è proprio dell'attività scientifica- verso ogni forma di dogmatismo, scientismo, intolleranza e illiberalità; ma non puó giustificare il considerare tali conoscenze opinabili o, peggio, inattendibili.

La voce della scienza è certamente piú affidabile e anche umanamente -oltre che intellettualmente- piú consapevole delle voci incontrollate e dogmatiche che, fuori di ogni rilevanza scientifica, pretendono di affermare "verità"basate sull'emotività irrazionale tipica delle culture oscurantiste.

Per leggere il testo completo, cliccate qui.

Marzo 28, 2004 1:32   Cultura


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