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Mar - Gennaio 13, 2004L'onore di affermare che non si deve uccidere
Interessante post di Sandro
Magister su
Norberto Bobbio e
ciò che disse dell'aborto in un'intervista rilasciata al
Corriere della
Sera dell'8 maggio 1981, e ripubblicata domenica scorsa su
Avvenire.
Io ne trascrivo qui alcuni passaggi, ma vale la pena di leggerla tutta, per trovarvi un'opinione fortemente laica e ragionevole. «Ho parlato di tre diritti: il primo, quello del concepito, è fondamentale; gli altri, quello della donna e quello della società, sono derivati. Inoltre, e questo per me è il punto centrale, il diritto della donna e quello della società, che vengono di solito addotti per giustificare l'aborto, possono essere soddisfatti senza ricorrere all'aborto, cioè evitando il concepimento. Una volta avvenuto il concepimento, il diritto del concepito può essere soddisfatto soltanto lasciandolo nascere». [...] «Dice ancora Stuart Mill: "Su se stesso, sulla sua mente e sul suo corpo, l'individuo è sovrano". Adesso le femministe dicono: "Il corpo è mio e lo gestisco io". Sembrerebbe una perfetta applicazione di questo principio. Io, invece, dico che è aberrante farvi rientrare l'aborto. L'individuo è uno, singolo. Nel caso dell'aborto c'è un "altro" nel corpo della donna. Il suicida dispone della sua singola vita. Con l'aborto si dispone di una vita altrui». [...] «Vorrei chiedere quale sorpresa ci può essere nel fatto che un laico consideri come valido in senso assoluto, come un imperativo categorico, il "non uccidere". E mi stupisco a mia volta che i laici lascino ai credenti il privilegio e l'onore di affermare che non si deve uccidere». Gennaio 13, 2004 0:31 Cultura
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