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Dom - Febbraio 15, 2004L'ecosocialismo è una minaccia per la libertà nel mondo
In questa
pagina abbiamo letto un interessante articolo di
Rita
Bettaglio riguardo al pensiero di
Fred L.
Smith, presidente del
Competitive Enterprise
Institute. Si parla del pericolo degli
"ecosocialisti". Ma di che si
tratta?
Per gli ecosocialisti la soluzione [ai problemi di carattere ambientale, ndE] è minor libertà per i privati, nella convinzione dogmatica che l'uomo, lasciato libero, sia nemico del bene comune. Questa è una visione antropologica negativa e profondamente sbagliata. Infatti ha un evidente tallone d'Achille: se l'uomo è ontologicamente cattivo, cosa o chi garantisce che lo Stato sia migliore degli uomini che lo compongono? [...] I Verdi sono i Rossi di una volta perchè ne ereditano e condividono il pensiero fondante: lo Stato è sopra e prima dell'individuo ed il bene individuale è l'esatto contrario di quello comune. Una visione 'teocratica', dunque: l'uomo inguaribilmente peccatore deve essere salvato contro la propria volontà dallo Stato. Se allo Stato sostituiamo la Natura abbiamo l'attuale, violento, pensiero ecologista. Pensiamo ai sistemi socialisti: essi teorizzavano e promettevano il paradiso in terra. Questo paradiso si è via via rivelato un inferno per chi vi era sottoposto obtorto collo. Quando cominciarono ad affiorare le contraddizioni interne di tutti i sistemi socialisti avvenne uno spostamento di pensiero: dalla convinzione che solo le istituzioni politiche potessero portare il benessere dell'umanità e la pace (quanti milioni di morti?) al pensiero maltusiano che solo una pianificazione centrale da parte di elite intellettuali potesse salvarci dal disastro. Dal paradiso in terra alla necessità di evitare che la terra si trasformi in inferno! I Rossi erano convinti che l'individuo potesse sfruttare troppo poco le risorse, i neo-maltusiani troppo. Il finale, comunque, non cambia: bisogna impedire che l'individuo possa interagire liberamente con esse! E' la teoria dei "Terribili Troppo": ci sono troppe persone, che consumano troppo, che fanno troppo affidamento a tecnologie di cui conosciamo troppo poco. Quindi bisogna diminuire la popolazione, i consumi, la tecnologia, anche se questo può portare a morte, povertà ed ignoranza. Il socialismo non è caduto per la forza delle idee o ideali liberali, o almeno non solo, ma per se stesso, per le proprie insanabili contraddizioni interne che lo rendevano profondamente antiumano. E l'ecosocialismo è ancora più pericoloso. Come qualcuno ha notato: "dopo tutto i vecchi rossi giustificavano i loro orrori come passi verso il progresso dell'umanità. Ma il progresso dell'umanità ha poco valore per chi adora Gaia." La protezione dell'ambiente e, quindi le politiche ambientali devono avere come protagonista l'uomo, la persona, in una visione positiva: la libertà educa e migliora la persona, se è vera libertà. Potete trovare tutto l'intervento di Smith, in inglese, in questa pagina, o scaricare il pdf da qui. Riguardo a quanto scrivevamo nel post "Ambientalismo, religione per gli atei metropolitani", sul blog Koestler c'è il link a un'interessante intervista sull'argomento da Frontpage Magazine. Febbraio 15, 2004 19:1 Cultura
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