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Mer - Luglio 21, 2004Cliniche come macellerie, bambini come rifiuti e feto in 3D
Una delle cose più belle che ho visto
quest'anno su internet sono le immagini delle ecografie in 3D realizzate dalla
Create Health London
Clinic. Qui sul sito del
Corriere
potete leggere un breve pezzo, ma soprattutto guardare i video e le foto, oppure
potete andare direttamente alla pagina dedicata sul sito della clinica di
Londra.
Una delle cose più brutte che ho letto quest'anno è la notizia di una clinica di Yokohama che buttava i bambini abortiti con i rifiuti comuni. Ecco una mia traduzione da questa pagina: Un'ex-infermiera della clinica per donne Isezaki: "Quando smembravamo i feti abortiti facevano un rumore come "crack crack". Dopotutto le ossa si sono già formate, sono come quelle dei pesci e perciò fanno quel rumore. Quelli abortiti alla 15esima o 16esima settimana di gravidanza avevano mani e piedi. Ci era stato detto (dal direttore dell'ospedale) di smembrarli in pezzi più piccoli prima di buttarli via." Un ex impiegato della clinica ha spiegato che le infermiere usavano forbici e altri attrezzi per spezzettare le membra dei feti abortiti dalla 12esima settimana di gravidanza in poi, in modo da gettarli con la normale spazzatura. La persona in questione ha detto che la pratica era in linea con le istruzioni del direttore della clinica ed è continuata fino ad almeno due anni fa. In Giappone c'è una legge che permette di abortire feti fino alla 22esima settimana di gravidanza. In ogni caso, un'altra legge stabilisce che quelli abortiti nella 12esima settimana o oltre devono essere cremati e seppelliti alla stessa maniera dei corpi umani. [...] Il governo municipale di Yokohama e altre autorità hanno condotto ispezioni sul campo per determinare se la clinica ha violato la legge sul trattamento dei rifiuti o altre leggi. Consiglio a tutti di dare un'occhiata ai video del sito di cui ho scritto più sopra, in cui potete vedere un feto di 11 settimane e uno da 25 settimane, poco più grande di quello da 22. Basta avere due occhi (anzi, ne basta anche uno solo) per rendersi conto che il cosiddetto "feto" è semplicemente un bambino che cresce piano piano. Che non è un pupazzo che al quinto, decimo, quindicesimo mese viene sostituito per magia con un bambino vero. Che è esattamente lo stesso individuo che da lì a qualche mese uscirà (se glielo permetteranno) a vedere la luce. Questo è forse l'unico motivo per cui a volte sono tentato di pensare che la nostra civiltà moderna, sempre pronta a stracciarsi le vesti per difendere i diritti dei cani, dei vermi e delle muffe si meriterebbe una cura alla Bin Laden. Luglio 21, 2004 1:47 Cultura
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