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Lun - Marzo 8, 2004Interfacce
Pensavo che con il progressivo aumentare nella nostra
vita degli oggetti ad alta tecnologia, gli utenti diventassero sempre più
esperti e capaci di utilizzarne sempre di più e di diversi. Invece devo
ricredermi.
Nel conbini [*vedi nota] vicino a casa hanno recentemente cambiato la fotocopiatrice. È diventata più grande, più bella, fa fotocopie migliori, ma è decisamente più stupida. Poniamo che vogliate copiare 5 pagine di un libro, e magari siate anche in ritardo. Quando inserite la moneta, sul display appaiono le prime istruzioni, e per mandarle via e cominciare il lavoro dovete premere "Avanti". Ora avete davanti a voi il pannello con la scelta della dimensione della carta: A4, A3, eccetera. Scegliete A4 e... passate automaticamente alla schermata successiva? No. Dovete prima cliccare su "Confermo". Segue la schermata sulla scelta Colore - Bianco e Nero. Click su BN e poi ancora su "Confermo". E così via di schermata in schermata per scegliere la percentuale di riduzione e il numero di copie che volete, finché dopo l'ennesimo "Confermo" dovete confermare ancora una volta per dirgli che adesso siete pronti a fare questa benedetta fotocopia. Cliccate sul bottone verde, parte la luce, la fotocopia è fatta, girate pagina al libro, cliccate sul bottone verde e... niente. Guardate il display, e c'è scritto: "Vuoi fare un'altra copia? Clicca su Continua." Roba da restare allibiti. Cinque fotocopie mi portano via almeno il doppio di prima. Una volta la gente non aveva molta dimestichezza con le fotocopiatrici, ce n'erano poche, di solito nelle biblioteche o posti analoghi. Ora che si vendono quelle da tenere in casa, che quasi chiunque ha un computer e ci fa anche delle stampe, l'interfaccia di queste macchine tenta di essere così user-friendly da raggiungere l'effetto opposto. Le macchine vecchie partivano già con selezionate le funzioni che più probabilmente avrei usato (A4, dimensione 100%, Bianco e Nero) e stava poi a me decidere di cambiarle se non erano quelle volute. Nella maggior parte dei casi inserivo i soldi, premevo il tasto verde, ed ecco fatto. Ora invece la macchina pretende di guidarmi passo per passo, e come se fossi un idiota mi costringe anche a confermare quello che ho appena deciso. Sono tentato di pensare che sia solo un caso particolare, ma invece non mi risulta difficile trovare tanti altri esempi, soprattutto nell'ambito del software. Sembra che la gente non abbia più voglia di passare 3 minuti a imparare come funziona l'apparecchio che usa, perciò è lo stesso apparecchio che tramite decine di domande e selezioni ci porta ad effettuare l'operazione voluta (da noi o da lui?!), facendoci così perdere molto più tempo. Perché diavolo, quando voglio cancellare un messaggio dalla segreteria del mio cellulare, mi deve chiedere se voglio cancellarne solo uno o tutti? Ma ce n'è uno solo, non vedi?! E se io decido di prendermi gioco di lui e seleziono "tutti", mi chiede ancora "Sei sicuro?". Certo, cretino, mi fai cliccare dieci volte per cancellare un messaggio, vuoi che non sia sicuro?! Naturalmente, questo è un difetto facilmente risolvibile in fase di programmazione, ma è un altro sintomo di questa eccessiva "gentilezza" moderna delle macchine, che risulta in un'interfaccia elefantiaca, che spesso lascia ben poco spazio alla vera utilità. *Conbini: sta per "conbiniensu sutoa" ovvero la pronuncia giapponese di "convenience store". Sono piccoli supermercati aperti 24 ore al giorno, disseminati in tutto il Giappone, che vendono un po' di tutto: dalle patatine alle mutande, dalle riviste ai biglietti del cinema, dalla birra ai DVD-R. Di solito c'è anche una fotocopiatrice, un fax, l'acqua calda per il ramen istantaneo, l'armadietto per caricare le batterie del cellulare, e altro ancora. Se nel cuore della notte avete bisogno di qualcosa di vitale c'è una seria possibilità che lo troviate nel conbini più vicino, dove a dispetto del nome pagherete un po' di più che in un supermercato normale. Marzo 8, 2004 3:42 Computer
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