Sab - Ottobre 2, 2004

59 inganni in Fahrenheit 9/11

In riferimento a un mio post di qualche giorno fa su Michael Moore ho ricevuto, in coppia con Sofri il giovane, una critica di questo tipo: "sto leggendo articoli chilometrici dove spiegate che Moore è un bugiardo e non ho ancora capito in cosa."

Mi sembrava di aver fornito qualche link a informazioni utili relative alle bugie di Moore, ma evidentemente non sono sufficienti. E allora ho deciso di scrivere il post definitivo sull'argomento, cominciando con il citare il link definitivo:

"Fifty-nine Deceits in Fahrenheit 9/11" è un approfondito studio di tutte le bugie, e inversamente anche una conferma delle poche verità, contenute nell'ultimo film di Michael Moore. È scritto da Dave Kopel, che non è proprio un fan di George Bush: democratico, nel 2000 aveva preferito votare per Nader, proprio come Moore. Sempre Kopel l'anno scorso aveva scritto un pezzo sulle bugie di Moore in "Bowling for Columbine".

Seguendo il link trovate tutto il documento con dovizia di riferimenti ad altro materiale (e in fondo alla stessa pagina c'è una montagna di altri link relativi allo stesso argomento), ma se volete assaggiarne soltanto un riassunto potete leggere questo pdf in inglese, oppure anche in italiano (la traduzione però è tanto involuta da rischiare di farvi sollevare più di un sopracciglio).

Perché intellettuali di sinistra come Kopel, Paul Berman, Christopher Hitchens, e molti altri se la prendono tanto contro un altro esponente degli intellettuali di sinistra? La risposta l'ha data Luca Sofri nel pezzo da noi citato in un altro post: perché Moore è il rappresentante di una sinistra il cui unico scopo è prendere il potere con qualunque mezzo e qualunque menzogna atta a demonizzare e demolire l'avversario, e in questa sinistra loro non si riconoscono. Sofri la chiama "la sinistra uguale", nel senso di uguale alla destra.

La pensa allo stesso modo Richard Just, che in conclusione di un suo pezzo su The New Republic scrive:

Il sentimento crescente fra i liberal sembra essere che Moore è un cattivo elemento ma, dannazione, è il nostro cattivo elemento. Non sono d’accordo. La disonestà intellettuale di un liberal rende un cattivo servizio alla nostra causa allo stesso modo della disonestà intellettuale dei conservatori.

Hitchens, tra le altre considerazioni, aveva definito il film di Moore "uno spettacolo di abietta codardia politica mascherata da dimostrazione di coraggioso dissenso".

I criticati metodi di Moore sono ben descritti in questo brano, dal numero 38 di Tempi (scritto in prima persona come se fosse lo stesso regista a parlare di sé):

Nei miei film-documentario monto insieme mozziconi di frasi prese da contesti diversi per far dire ai personaggi quel che fa comodo a me; inverto successioni cronologiche di avvenimenti; asserisco come veri fatti che esistono soltanto nella mia mente; esibisco statistiche false o sbagliate o di cui non afferro il significato. E infine sfrutto cinicamente le sofferenze umane che rappresento per travolgere emotivamente lo spettatore e annientare il suo senso critico.

Come conclude l'estensore del pezzo succitato:

Chi ha capito veramente il film è il gruppo terrorista sciita Hezbollah, che in Libano gli fa pubblicità gratuitamente e ne mostra spezzoni sulla sua tivù: dimmi chi ti applaude e ti dirò chi sei.

Ottobre 2, 2004 21:39   Cinema


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