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Ven - Luglio 25, 2003Terminator 3 - Rise of the Machines
"John Connor,
it is time". Con queste parole si
(ri)presenta Arnold
Schwarzenegger, nuovamente nei panni di un
cyborg che
torna indietro nel tempo per proteggere un giovane umano e permettergli
così nel futuro di guidare la resistenza contro l'oppressione delle
macchine. L'analoga scena in "Terminator 2: Judgment
Day" era memorabile:
Schwarzenegger cammina con una scatola di rose sotto il braccio, la apre al
ralenti mentre avanza verso un bambino che intuisce una terribile minaccia, la
scatola rivela un fucile, le rose cadono, gli stivali le calpestano...
In questo terzo episodio mancano certi esempi di perfezione stilistica che si trovano nel precedente (e in diversi altri) film di James Cameron, come manca l'inventiva del primo film, ma Jonathan Mostow, il nuovo regista, già autore del solido "Breakdown - La trappola", ci offre comunque un buon film d'azione, dove sono ancora metallo e cemento, per lo più schiantati, a farla da padroni. Se la trama non è originale, ci sono però alcuni tocchi divertenti, diverse strizzate d'occhio ai fan della serie, personaggi secondari parodici come l'anziano psicanalista, e tuttavia anche tocchi inquietanti e una terribile idea di destino. Inoltre, contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, il film riesce a mantenersi coerente rispetto ai precedenti, senza aggiungere fastidiose integrazioni o negare quanto dichiarato in passato. Per usare l'espressione del mio amico Martin, non è ai livelli dei precedenti, ma è un gran bel B-movie. Luglio 25, 2003 3:0 Cinema
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