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Lun - Aprile 12, 2004Lost in Translation (2)
Il signor
Benty, del
blog Tragedie
Greche si
è offeso perché
Luca Sofri ha
linkato il mio post su
Lost in
Translation e non si è accorto invece di
una sua (analoga?) recensione scritta un mese fa.
Colgo l'occasione, allora, per 1) ringraziare Sofri-il-giovane per l'onore e il gradito raddoppio degli accessi giornalieri di venerdì 2) linkare la recensione del blog citato 3) assicurare al signor Benty che non l'ho copiato, e che se siamo arrivati a simili conclusioni è perché (oltre al trascurabile fatto che mi sono laureato in giapponese e abito vicino a Tokyo) anch'io sono cresciuto a Hello Spank e Mimì (anche se di più a Goldrake e Uomo Tigre). 4) linkare Lost in Racism, un sito intero dedicato al boicottaggio del film, che raccoglie articoli e commenti a sostegno dell'ipotesi che sia un'opera razzista (anche se mi sembra che se la siano presa troppo a cuore). Aggiungo inoltre che se Benty ha notato i microfoni sopra le teste degli attori è perché il proiezionista del cinema in cui ha visto il film ha usato un mascherino sbagliato: è infatti usanza comune quella di girare e stampare un film in un formato più ampio di quello che verrà poi proiettato, e sta a chi manovra il proiettore nelle sale il compito di apporre un mascherino che copra le parti superiore e inferiore dell'immagine, in modo che non venga mostrato quello che il regista non intendeva si vedesse. A volte succede anche che le versioni di un film in videocassetta o trasmesse in TV mostrino l'immagine completa, con il risultato di rivelare i microfoni, il più delle volte, ma soprattutto di sbilanciare la disposizione di cose e persone all'interno dell'inquadratura, o addirittura di rivelare trucchi di scena (come nell'ultima coppia di immagini in questa pagina, dove l'attore che - visto al cinema - sembra nudo, e che dovrebbe scandalizzare appunto per la sua nudità, nella versione in cassetta mostra i pantaloni. In fondo alla stessa pagina potete vedere altri esempi del genere. Aprile 12, 2004 2:11 Cinema
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