La storia delle mondine

In una delle scene iniziali del film "Riso amaro" di Giuseppe de Santis vengono presentati l'arrivo delle mondine nelle cascine, il loro ingresso nei dormitori, la preparazione dei pagliericci.......

Arrivano le mondine

Ogni anno, per la campagna risicola migliaia di donne si riversava nel Vercellese e nel Novarese dove la mano d'opera locale non era sufficiente. Si trattava di persone che arrivavano dal Piacentino, dal Mantovano, dalle province di Rovigo e altre parti del Veneto; lasciavano nella loro zona una grande miseria e quindi il lavoro stagionale in Piemonte era l'unica possibilità che consentiva loro di portare a casa la pagnotta o la polenta. Queste lavoratrici, con pochi stracci affardellati (tra cui federe da pagliericcio e una coperta), affrontavano un viaggio disagevole partendo dalla propria abitazione con mezzi di fortuna, per raggiungere le stazioni di partenza dei "treni speciali" che le avrebbero portate a Vercelli. Qui giunte, rifocillate presso il Centro di accoglienza delle mondariso (ancora esistente e in ristrutturazione) raggiungevano poi le tenute di lavoro con i mezzi del padrone (il rimorchio trainato, prima dai cavalli e poi dal trattore) a carico del quale erano le spese di tutto il viaggio. Per l'ammissione al lavoro occorreva essere in possesso dell'atto di nascita e una dichiarazione dell'Ufficio Sanitario del Comune di provenienza attestante l'immunità da malattie infettive, condizioni fisiche di salute da permettere il lavoro in risaia (non in stato glienza delle mondariso (ancora esistente e in ristrutturazione) raggiungevano poi le tenute di lavoro con i mezzi del padrone (il rimorchio trainato, prima dai cavalli e poi dal trattore) a carico del quale erano le spese di tutto il viaggio. Per l'ammissione al lavoro occorreva essere in possesso dell'atto di nascita e una dichiarazione dell'Ufficio Sanitario del Comune di provenienza attestante l'immunità da malattie infettive, condizioni fisiche di salute da permettere il lavoro in risaia (non in stato adibita a infermeria. Il contratto collettivo, prevedeva che ad ogni lavoratrice fosse corrisposto, oltre al salario, un chilogrammo di riso bianco originario, raffinato, mercantile, possibilmente di produzione locale per ogni giornata di prestazione e senza detrazione sulla paga. In questo modo le mondariso ricevevano alla fine del periodo di monda circa Kg 40 di riso, la cui qualità era non sempre buona, perché non tutte le aziende erano attrezzate per la pulitura del riso.

 

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