EDUCAZIONE



Didattica senza fontiere

Andrea Bandelli*

Una rete internazionale per l'insegnamento delle scienze



 

     Nel 1995, per iniziativa della Unisys Corporation e della National Science Foundation, nasceva il Science Learning Network (SLN), un progetto per consentire agli insegnanti di discipline scientifiche nelle scuole elementari e alle loro classi di comunicare fra di loro e di dare vita a una risorsa didattica elettronica on-line.

     Parte di questa collaborazione erano sei science centre americani, che nel corso di tre anni hanno realizzato i materiali didattici poi messi a disposizione dei docenti attraverso Internet, e sei scuole elementari.

     SLN nasceva dalla convinzione che miglioramenti nell'apprendimento delle discipline scientifiche possono essere raggiunti solo tramite una pedagogia che enfatizzi il ruolo attivo degli studenti nel processo investigativo. L'uso di tecnologie avanzate e le attività di formazione per gli insegnanti sono stati gli strumenti utilizzati da SLN per sperimentare forme di didattica basate sui concetti di "hands-on" e di "inquiry-based". SLN ha rappresentato quindi un fondamentale passo in avanti per comprendere quali siano le potenzialità degli science centre e delle tecnologie della comunicazione nel panorama dell'educazione scientifica.

     Il progetto, la cui durata era inizialmente di tre anni, è stato recentemente rinnovato, con alcune sostanziali novità:

- per la prima volta science centre non americani partecipano al consorzio, che attualmente conta dodici membri (undici musei e la Unisys Corporation);

- il collegamento fra ogni science centre e una scuola sperimentale è stato allentato, in favore di una più vasta azione diretta al pubblico scolastico e in generale al pubblico degli science centre;

- le attività realizzate dagli science centre sono mirate alla collaborazione internazionale e a esplorare le differenze culturali nell'insegnamento e nell'apprendimento delle discipline scientifiche.

     Questa iniziativa rappresenta anche un nuovo modello per organizzare le attività di ricerca e sviluppo dei singoli musei. Infatti, la possibilità di realizzare specifici progetti finanziati da fonti esterne richiede risorse supplementari che possono essere trovate all'esterno del museo (con consulenti o contratti temporanei), oppure all'interno, dando la possibilità allo staff presente di ampliare le attività che già svolge oppure di intraprendere, temporaneamente, altre funzioni. La rotazione, controllata, delle funzioni all'interno del museo contribuisce a diffondere maggiormente quella che è la "cultura" dell'organizzazione stessa. Al tempo stesso, garantisce la possibilità di avere sempre a disposizione delle competenze distribuite, e di aumentare così la flessibilità dell'istituzione.

     Nel caso di NewMetropolis (lo science centre di Amsterdam), che partecipa quest'anno al Science Learning Network con quattro progetti, gran parte delle competenze necessarie allo sviluppo dei progetti (traduzioni, web design, didattica, coordinamento scolastico) sono state reperite fra le guide che lavorano part-time nel museo.

     In questo modo sono state realizzate non solo attività stimolanti e diverse dal lavoro quotidiano, ma soprattutto si è messo in piedi uno strumento per collegare la parte "sviluppo" dello science centre con quella operativa, responsabile dei servizi al pubblico.

     Inoltre, l'esperienza delle guide con i visitatori e con il pubblico scolastico del museo diventa parte integrante dei progetti, che in tal modo si basano anche su reazioni, aspettative e comportamenti del pubblico.

     Uno dei maggiori problemi che uno science centre si trova ad affrontare è quello di avere una chiara missione, e soprattutto che tale missione sia compresa e accettata da tutto il personale. Eliminare le barriere interne, e creare un'istituzione flessibile dove ogni membro del personale può contribuire a quelle che sono le attività strategiche del momento, rappresenta un obiettivo fondamentale. SLN rappresenta quindi per newMetropolis non solo un importante progetto didattico, ma anche un ulteriore esperimento per capire e migliorare la struttura dello science centre.

     I primi progetti sorti all'interno dello SLN verranno presentati all fine dell'anno, e saranno visibili sul website di SLN, www.sln.org.



 

 

* Andrea Bandelli, andrea.bandelli@eurocube.it, esperto in telematica e comunicazione scientifica, collabora alle attività di NewMetropolis (Amsterdam) e del Laboratorio dell’Immaginario Scientifico (Trieste)