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![]() Nell'ottobre scorso sono stato invitato dal Consiglio Nazionale per la Ricerca in Brasile, a visitare diverse scuole e università brasiliane attualmente impegnate in un progetto nazionale per la creazione di strutture di educazione a distanza e utilizzo della telematica nelle comunità scolastiche. Questa iniziativa rientra in un più grande programma del ministero della pubblica istruzione brasiliano, che sta dotando 7500 scuole nell'intero paese di più di 100.000 computer e collegamenti in rete. In un paese grande come il Brasile la telematica può rappresentare una via per ottenere una migliore scolarizzazione soprattutto nelle aree rurali del paese, e sarà interessante verificare se un intervento così massiccio e innovativo cambierà davvero la forma d'apprendimento degli studenti, e come muterà la struttura educativa tradizionale. Attualmente la situazione in Brasile è alquanto problematica: la scuola rappresenta per molte famiglie un'alternativa alla vita nella strada dei propri bambini e, se da un lato il carattere "comunitario" della scuola è molto spiccato (sono numerose le iniziative ad esempio di giornali e notiziari creati dai ragazzi e distribuiti nelle case intorno alla scuola, oppure i progetti di educazione ambientale per il monitoraggio dell'ambiente circostante la scuola), esiste anche una difficoltà a trattare temi più importanti e di importanza sociale quali droghe, sfruttamento minorile ecc., che sono, purtroppo, ancora situazioni con cui i bambini brasiliani si confrontano quotidianamente. Dall'esperienza italiana e olandese nell'uso della telematica nella scuola stiamo imparando che è estremamente importante valorizzare l'impegno e l'interesse a livello locale (quindi con attività basate nella comunità scolastica o cittadina locale). Ma allo stesso tempo è fondamentale creare le opportunità di collaborazione con le altre comunità, in modo da poter valorizzare i contenuti della ricerca locale, e stimolare le capacità di tollerare, comprendere e valutare l'esperienza svolta. Se la prima parte (l'attività a livello locale) rappresenta più o meno quanto le scuole stanno già facendo, l'attività di collaborazione-cooperazione risulta efficace solamente attraverso l'utilizzo della telematica. È infatti difficile creare un efficiente lavoro di gruppo fra scuole geograficamente distanti, se gli studenti non hanno accesso a strumenti di comunicazione, e se le attività in cui essi sono impegnati non prevedono l'uso della telematica come fondamentale canale di scambio. In Europa le iniziative di questo tipo sono ormai innumerevoli, anche se abbastanza frammentate e poco organizzate, ma l'esperimento brasiliano è rilevante, perché sarà possibile valutare se l'ingresso della telematica nella scuola riesce a modificare la struttura piuttosto chiusa della scuola "di quartiere" in una comunità aperta al resto del mondo. I vantaggi risiedono comunque in uno spostamento degli obiettivi didattici da quelli strettamente disciplinari a quelli basati sulle capacità competitive, cooperative e di responsabilità, obiettivi formativi per le nuove generazioni. Attualmente uno dei progetti in corso in Brasile (Educadi) consiste in quattro coordinatori che sovraintendono le attività di insegnanti, borsisti e studenti in quattro Stati del paese: Rio Grande do Sul, São Paulo, Distrito Federal e Ceara. Il primo passo è stato quello di dotare le scuole dell'attrezzatura necessaria. Quindi, di inserire le scuole nell'ambito di progetti già in corso, oppure specificamente sviluppati, a livello statale. Infine l'ultima parte del progetto prevede l'integrazione dei quattro gruppi in un'unica rete. L'apporto dei borsisti è fondamentale per valutare lo svolgimento del progetto, e per facilitare l'uso della telematica nelle scuole. Quello che risulta ancora sottovalutato è quanto importante sia l'interazione sociale fra i gruppi coinvolti. Dalla mia esperienza in Brasile, e da quella europea, mi risulta sempre più difficile accettare la validità di progetti nei quali l'enfasi è sull'utilizzo dei computer piuttosto che sull'interazione fra gli studenti. E la ricerca (in questo campo esistono diversi studi, fra i quali risultano particolarmente interessanti quelli della BBC sull'uso della videoconferenza) mostra come la componente sociale, e quindi l'incontro fisico dei partecipanti al progetto, rivesta un'importanza fondamentale per la realizzazione degli obiettivi descritti. Per saperne di più: A. Bandelli: "Lessons from Laboratorio dell'Immaginario Scientifico", Informal Science, Washington, DC, 20, p 4 1996 A. Bandelli, J Bradburne: "Net Gains", Spectra, the Museum Computer Network magazine, vol 24, 2, p 30-33, Ottawa, inverno 1996/97. A. Bandelli: "Distance education in Brazil". ECSITE newsletter, 33, p 12, Cardiff inverno 1997. http://lec.psico.ufrgs.br/~pureza/brasil.html
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* Andrea Bandelli, esperto in telematica e comunicazione scientifica, ha collaborato alle attività di NewMetropolis (Amsterdam) e del Laboratorio dell'Immaginario Scientifico (Trieste).