QUESTO MESE



Internet al museo

Andrea Bandelli e James Bradburne *

La proposta per una fruizione collettiva
della rete a newMetropolis, Olanda



 

 

     NEWMETROPOLIS, inaugurato nel giugno dello scorso anno ad Amsterdam, ha l'obiettivo, e l'ambizione, di essere un prototipo di un nuovo tipo di istituzione. Non quindi solo un museo, interattivo e divertente, ma soprattutto una risorsa a disposizione della comunità, un luogo da "utilizzare" più che da visitare. In questo quadro rientrano un nuovo approccio alla progettazione e alla realizzazione dell'esposizione, e una didattica che punta alla valorizzazione delle capacità degli individui e all'autoaggiornamento, piuttosto che al trasferimento di informazioni.

     Inoltre, come tutti i musei della scienza che non siano solo deputati alla conservazione di strumenti antichi, ci siamo dovuti confrontare con il problema dell'aggiornamento: come riuscire a rimanere attuali, in un mondo dove scienza e tecnologia cambiano a velocità vertiginosa ?

     In molti musei si risponde a questa esigenza organizzando con continuità incontri con scienziati e divulgatori che aggiornino il pubblico sullo stato della ricerca e dell'innovazione; ma per quanto riguarda la parte espositiva non ci sono ancora soluzioni già sperimentate da seguire.

     Abbiamo quindi dovuto fare da soli, cercando di individuare quale sistema potesse permettere al pubblico non solo di avere accesso alle ultime notizie, ma anche di poterle interpretare e discutere. La nostra ricerca ha portato alla progettazione e realizzazione del sistema chiamato "Actua" da Actualiteit, ("attualità" in olandese) basato sull'utilizzo di Internet.

     Si tratta di una scelta quasi ovvia: Internet dà accesso a innumerevoli fonti informative, facilita la raccolta delle informazioni, crea spazi di discussione, ed è soprattutto un sistema di comunicazione multiutente.

     L'utilizzo di Internet in un museo obbliga comunque ad affrontare una serie di importanti problemi: come selezionare i contenuti rilevanti; quali tecnologie per informare e comunicare siano adeguate a un luogo pubblico; quale valore aggiunto attribuire all'uso della rete nel museo rispetto a quello domestico; come superare la dimensione individuale della fruizione. Questi sono i nodi principali che abbiamo affrontato durante lo sviluppo di Actua, ed ecco le nostre soluzioni.

     Internet, si sa, veicola milioni di informazioni, ma queste informazioni sono di natura commerciale o dilettantesca, allontanandosi perciò da quello che sarebbe rilevante per uno science centre. Fonti qualificate, raggiungibili e utilizzabili a pagamento, sono già disponibili. Purtroppo però queste fonti non possono essere messe facilmente a disposizione del pubblico, perché rivolte a un pubblico "professionale", o spesso anche perché protette da diritti d'autore. Compito del museo, ed è ciò che avviene nel sistema Actua, è quindi in primo luogo quello di selezionare le fonti, aggiornando una serie di "puntatori" che individuino quelle che corrispondano agli ideali e alla missione del museo. Questo comporta anche la creazione di nuove professioni all'interno del museo, quale ad esempio un "ricercatore d'informazione", responsabile dell'aggiornamento e della qualità dell'informazione presentata. Col tempo, inoltre, in newMetropolis abbiamo assisitito a un interessante fenomeno: il pubblico stesso, assieme a gran parte del personale, si è fatto carico dell'aggiornamento del sistema, trovando così anche il modo di comunicare i propri interessi e le proprie conoscenze.

     Nel nostro sistema attuale un quarto degli accessi è rappresentato dalle pagine preparate dal museo; il restante 75% proviene da fonti quali CNN, quotidiani olandesi, o agenzie di lavoro (Actua permette infatti anche di consultare le offerte di lavoro).

     Fondamentale, per un museo che si proponga come risorsa di discussione e riflessione, è poi la necessità di fornire adeguati strumenti di comunicazione al pubblico. L'utilizzo guidato e consapevole di Internet permette al pubblico di sperimentare e familiarizzarsi con nuovi strumenti di comunicazione. Posta elettronica, e possibilmente un servizio personalizzato facilmente realizzabile oggi con l'uso di smart cards per ogni visitatore (tessere dotate di un microchip, simili alle schede telefoniche, che possono quindi anche contenere informazioni e fungere da biglietto d'ingresso) sono caratteristiche su cui newMetropolis ha investito. In questo modo non solo ogni visitatore ha un ruolo attivo in newMetropolis, ma il museo stesso viene posto di fronte a situazioni nuove, quali per esempio la facilità con cui i visitatori esprimono la propria opinione sui contenuti di Actua, dando vita a un vero dibattito "on line". Per non rischiare di presentare Internet solamente come una nuova tecnologia, svincolata dai contenuti e dal ruolo che rappresenta, è fondamentale differenziare l'esperienza al museo da quella domestica. In newMetropolis questo problema è stato affrontato soprattutto studiando il design delle postazioni, in modo da superare il concetto di "terminale". I computer collegati ad Actua sono presenti in quattro zone diverse del museo, su tavoli molto ampi, dove il pubblico trova anche riviste e libri, e dove spesso si siede per discutere o parlare insieme ad altri. In questo modo l'uso dei computer viene equiparato a quello dei giornali o dei libri in consultazione.

     Dal punto di vista tecnologico si è investito per assicurare un collegamento ad alta velocità, che permettesse prestazioni irragiungibili a casa.

     Il superamento della fruizione individuale di Internet, infine, anche se a prima vista può non sembrare un problema molto importante, rappresenta in realtà il nodo più difficile da affrontare se si vuole rendere possibile l'utilizzo delle moderne tecnologie in uno spazio pubblico.

     Molte nuove tecnologie sono infatti pensate per un utilizzo personale e individuale (basti pensare ai CD-ROM, e in genere ai programmi). Anche l'introduzione di una dimensione sociale a cui oggi si assiste, con la presenza sempre più diffusa di giochi in rete e situazioni multiutente, è pur sempre legata in prima istanza a un rapporto "uno a uno" fra utente e macchina. Questo modo di fruizione non solo non è adatto, ma spesso è addirittura in contrasto con gli obiettivi del museo.

     Anche in questo caso una parte della soluzione risiede nel nuovo design dei tavoli, che favorisce un utilizzo da parte di più utenti. È fondamentale per esempio lasciare molto spazio fra un computer e l'altro, in modo da permettere a più persone di sedersi insieme. Senza contare che, favorendo un utilizzo collettivo, si riducono praticamente a zero i problemi di un utilizzo "inappropriato" di Internet.

     Con lo stesso scopo di socializzare l'uso della rete abbiamo legato il sistema di consultazione alla struttura stessa del museo, utilizzando lo spazio fisico e la posizione degli exhibit come guida alla ricerca. In questo modo l'utente viene guidato, anche nella ricerca di informazioni, dalla struttura fisica del museo: da un lato nel sistema Actua sono riprodotte mappe tridimensionali del museo, dall'altro c'è un sistema continuo di rimandi dalle informazioni in rete agli exhibit e viceversa.

     Attualmente, il sistema viene utilizzato con una media di 9-10 pagine per visitatore, e un traffico di centinaia di megabytes per settimana. Il design del sistema ha richiesto circa sei mesi di lavoro da parte di un'équipe formata da un grafico, una giornalista professionista, un ricercatore, un programmatore e un project leader.



    Informazioni:

newMetropolis, Oosterdok 2 1011 VX Amsterdam. Tel. 0031-20-531 32 33, fax 0031-20-531 35 35; http://www.newmet.nl

 



    Articoli pubblicati sul sistema Actua:

Andrea Bandelli e James Bradburne: "Net Gains" Spectra, the Museum Computer Network magazine, inverno 1996/97 (vol. 24, 2), p. 30-33, Ottawa.

Andrea Bandelli e James Bradburne: "Turning information into knowledge", Here and Now, p. 181, Science Museum, Londra, 1996.

 

 

* Andrea Bandelli, andrea.bandelli@eurocube.it, lavora da oltre due anni presso newMetropolis, dove è stato project leader del sistema Actua descritto in questo articolo. È responsabile dell'aggiornamento del museo e dell'innovazione.