La falsità di tutto il nostro elogiare e biasimare,
valutare e condannare, amare e odiare fa vergogna;
è questa la sofferenza di ogni uomo profondo.
Ancora un passo e anche questa vergogna fa vergona;
e infine ridiamo di noi.
Friedrich W. Nietzsche
Perché questo nome bizzarro? Semplicemente perché Cyrano è uno dei personaggi
che mi sono più cari.
Lo stravagante, rissoso Cyrano (figura storica e creatura letteraria), pur nella sua esistenza
disordinata e volontariamente emarginata, racchiude in sé numerose rare e preziose qualità
che, oggi come sempre, non possono non attirar l'affetto di chiunque abbia in odio quel potente
narcotico dell'anima che è il conformismo omologante.
Il pertinace rifiuto del compromesso, la volontà tetragona di non macchiare il proprio
onore, la fiera opposizione all'imbecillità dei potenti e degli ignoranti burbanzosi, ma anche
la passione per l'arte, la bellezza ed il pensiero, rendono Cyrano un eroe senza età.
Cyrano è in fondo ogni uomo che pretenda di affermare la propria diversità, scellerato
atto di coraggio, eroico ma anche profondamente idiota considerandone l'effetto: l'ostracismo che si
merita chi non riesce ad accettare che regole e convenzioni ottundano la parte più vera del proprio
essere.
Il candido pennacchio di Cyrano rappresenta quell'ideale purezza dell'animo che nulla può
insozzare.
Il termine [hacker] [...] può implicare la sentita convinzione
che nei computer si possa ritrovare la bellezza, che la fine estetica
di un programma perfetto possa liberare la mente e lo spirito.
Bruce Sterling
Programmare computer è stata la mia prima vera passione, dopo i mattoncini
Lego!
Il Commodore Vic-20 a 10 anni,
poi il Commodore 64,
quindi il "mitico" Commodore Amiga.
Dare forma ad un programma, anche in senso propriamente estetico, rappresenta a mio avviso una forma
di altissimo artigianato.
Ho cominciato a divertirmi davvero col Commodore 64; riuscivo allora ad inserire
con scioltezza codici mnemonici assembly
per mezzo di un monitor per linguaggio macchina (qualcuno ricorda la
Final Cartridge?).
I miei riferimenti del tempo erano Andrew Braybrook (il suo diario "procreazione mentale"
pubblicato sulla rivista Zzap!
era imperdibile...), Stavros Fasoulas e Rob Hubbard. Che tempi! Poi venne l'Amiga:
un'idea "altra" di computer, multimediale ante litteram prima che il termine diventasse una
barzelletta. Anche qui assembly (ma con editor e compilatore!) per sfruttare al massimo la cpu
Motorola 68000
e i vari coprocessori (Blitter, Copper, Paula...).
In quel torno di tempo ho fatto parte di alcuni gruppi della cosiddetta
demoscene:
Technofright, una delle mie demo,
ricevette allora giudizi lusinghieri (siamo nel lontano 1991).
Da allora al 1999, tra il fallimento della Commodore, l'affosamento della piattaforma Amiga e l'acquisto del
primo Macintosh, la mia passione per l'informatica hobbystica si è sopita.
Debbo portar gratitudine alla Apple
per aver rinfocolato quell'interesse che pensavo aver perduto per sempre.
L'educazione autentica è quella
appassionata ed arbitraria dell'autodidatta.
Jorge Luis Borges
Musica
Nonostante acquistar dischi stia diventando una faccenda per pochi caparbi appassionati, lo ammetto, i tanto vituperati
supporti fonografici (cd e vinile) sono la mia droga.
Cinema
Il cinema mi permette terapeutiche fughe dal qui e ora. E tanto basta.
Libri
Pur non essendo un cacalibri (come direbbe Lichtenberg) non ho ancora smesso l'abitudine di leggere; prediligo i classici
e non disdegno i saggi (soprattutto di filosofia).
Radio
Per quel che mi riguarda ha oramai quasi del tutto sostituito la televisione. La RAI in particolare propone
(su Radio3 e Radio1) programmi eccellenti.